Fatto n. 202
Dalle mosche al pesce

Dal 2009 al 2013 abbiamo collaborato con l’Istituto di ricerche dell’agricoltura biologica (FiBL) nella ricerca di fonti proteiche alternative per l’alimentazione dei pesci.

Coop ha svolto con successo un lavoro di ricerca con FiBL sulle fonti alternative di proteine nei mangimi per pesci.

Finora, la farina di pesce utilizzata proveniva essenzialmente dagli scarti del trattamento di pesce destinato all’alimentazione umana. Una procedura che presenta tuttavia dei rischi, in quanto il pesce viene sempre più considerato un’importante fonte proteica in tutto il mondo. Solo l’allevamento di pesce può rispondere a questa domanda crescente ed è per questo motivo che investiamo in colture acquatiche sostenibili. Oggi, il 34,2 % dei nostri pesci proviene da allevamenti che adempiono agli standard di Bio Suisse e porta il simbolo della Gemma.

Numerosi pesci d’allevamento si nutrono, almeno in parte, di tessuti animali. Siccome le colture acquatiche sostenibili non utilizzano mangime per pesci che potrebbe dare origine a una pesca eccessiva, l’elevata quantità di farina e olio di pesce contenuta nel mangime comune rappresenta per questi allevamenti sostenibili un problema non indifferente. La ricerca che abbiamo svolto in collaborazione con il FiBL sembra aver trovato una risposta al problema: dalla farina prodotta dalle larve di una specie di mosca nutrita con resti organici si ottiene un mangime per pesci che in laboratorio ha già dato risultati positivi. Se questa procedura potrà essere realizzata per una produzione su grande scala avremo contribuito notevolmente all’allevamento sostenibile dei pesci. (Foto: Marion Nitsch)

I nostri partner

Altri fatti su questo argomento

Es ist ein Fehler aufgetreten!
Die Daten konnten nicht abgerufen werden, bitte laden Sie die Seite erneut.