Fatto n. 27
Le nostre rose: equosolidali dal 2001

Nel 2001 abbiamo iniziato la graduale conversione al Fairtrade del nostro assortimento di rose. Oggi il 100 percento delle nostre rose dal sud del mondo proviene dal commercio equosolidale. Di questo impegno beneficiano i lavoratori nelle coltivazioni con certificazione Fairtrade.

Rose del commercio equo e solidale di Coop.

In Svizzera un buon 90 percento dei fiori recisi viene importato, dal momento che la produzione locale non è in grado di soddisfare la domanda interna. I fiori dal sud del mondo vengono coltivati, spesso in condizioni difficili, in Paesi come il Kenya, l'Etiopia, la Tanzania o l'Ecuador: ed è proprio qui che entra in gioco Fairtrade Max Havelaar. Acquistando rose con il label Fairtrade, la clientela contribuisce a fornire ai lavoratori maggiori garanzie tra cui, ad esempio, orari di lavoro regolamentati o una migliore tutela della salute. Inoltre, ricevono il premio Fairtrade per progetti di sviluppo in settori quali l'educazione scolastica dei bambini, un migliore approvvigionamento idrico e l'assegnazione di microprestiti. Nelle coltivazioni l'uso dei pesticidi è regolato da misure specifiche e la gestione delle risorse idriche s'ispira ai principi della sostenibilità, per tutelare l'uomo e la natura.

Nel maggio 2018 siamo la prima azienda svizzera ad aver introdotto prodotti con i label Fairtrade ampliati «Fairtrade Sourced Ingredient» che permettono la certificazione di singoli ingredienti coltivati e commercializzati a condizioni equosolidali. Grazie ad essi, le famiglie di contadini e i lavoratori nel Sud del mondo possono aumentare le vendite a condizioni Fairtrade e alla clientela è garantito un assortimento equosolidale più ampio. I rigidi standard del label rimangono inalterati.

  • Belle rose Fairtrade di Coop.
    Foto: Heiner H. Schmitt
  • Rose Fairtrade
  • Il giardiniere sceglie le rose.
    Foto: Max Havelaar
  • Fairtrade Rose Gardening di Coop.
    Foto: Max Havelaar

Le nostre marche e i label

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