Fatto n. 278
Anche il nostro impegno sociale dà buoni frutti

Ci impegniamo attivamente per migliorare le condizioni di lavoro della mano d'opera utilizzata dai nostri fornitori di frutta e verdura, soprattutto laddove non sempre ci si attiene a standard lavorativi equi.

Siamo particolarmente impegnati a migliorare le condizioni di lavoro dei nostri fornitori di ortofrutticoli nei paesi in cui non sempre vengono rispettate le norme di lavoro.

Simili violazioni si riscontrano in tutti i paesi in via di sviluppo ed emergenti, come Kenya e Ghana, e in alcune nazioni dell'Europa meridionale e orientale quali Spagna, Italia, Grecia e Ungheria. Oggi il 90% della frutta e della verdura importata da questi paesi proviene da produttori che applicano standard sociali riconosciuti.

Un risultato notevole che è frutto del grande impegno profuso da Coop negli ultimi anni: nel 2012 solo un quarto di loro ottemperava tali requisiti. Con il nostro operato contribuiamo così a creare migliori condizioni di lavoro, dando frutti concreti e buoni, in tutti i sensi.

Nella produzione e raccolta di frutta e verdura il lavoro viene svolto in prevalenza da immigrati. Per garantire loro migliori condizioni di vita, esigiamo dai fornitori l'applicazione degli standard sociali minimi SA8000, amfori BSCI Primary Production e GRASP (GlobalG.A.P. Risk Assessment on Social Practice) oltre a quelli Fairtrade Max Havelaar.

Tali standard prevedono tra l'altro contratti di lavoro scritti per tutti, il rispetto dell'orario di lavoro massimo e la corresponsione dei salari minimi previsti dalla legge. (Foto: Heiner H. Schmitt)

  • Gran parte del lavoro necessario per la raccolta di frutta e verdura è spesso svolto da migranti.
    Foto: Christof Sonderegger
  • Chiediamo che i nostri produttori applichino standard sociali in modo che i migranti si trovino in condizioni migliori.
    Foto: Heiner H. Schmitt
  • Oggi, il 90 per cento di frutta e verdura proviene da paesi in via di sviluppo ed emergenti che applicano uno standard sociale riconosciuto.
    Foto: Yannick Andrea

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